CRESCITA “A RETE”

13 apr 2011, Posted by Pisutzu in Filiera corta, No Comments. Tagged ,

CRESCITA “A RETE”


Principalmente nell’ambito dei Gruppi d’Acquisto Solidale (GAS) si sta evolvendo un interessante idea di sviluppo e crescita a “rete”.

Per concretizzare e rendere efficace un sistema che porti l’economia ad essere più attenta alla società e all’ambiente si riflette su quella può essere definita una strategia delle reti.

Tale modello presenta aspetti innovativi: riesce ad unire esperienze emergenti in un ampio ed articolato contesto in cui partecipazione e pluralità permettono uno sviluppo alternativo. Essenzialmente si basa sulla costruzione di circuiti in cui fluiscono i beni, i servizi e le informazioni prodotti dalle realtà dell’economia solidale, in modo che queste si possano sostenere a vicenda, creando gli spazi per un’economia diversa.

Un fattore determinante per lo sviluppo a livello territoriale di reti che mirano alla sostenibilità consiste nella capacità di aggregare forme d’impegno spontaneo ed originale. In quest’ottica diventa fondamentale la disponibilità, da parte dei vari attori che danno un peso alla responsabilità sociale, di relazionarsi e condividere un percorso con le differenti realtà dell’economia solidale.

Si guarda dunque con grande attenzione al progetto della Rete Italiana di Economia Solidale (RES) promosso dalla Rete Lilliput e sviluppatosi con il sostegno delle Botteghe del Mondo, dei Gruppi di Acquisto Solidali, delle organizzazioni della finanza etica, del turismo responsabile e delle cooperative sociali.

Quest’iniziativa rimane aperta a tutte le realtà che si ispirano a una visione solidale e sostenibile dell’economia e si basa sulla convinzione che sia : “importante cominciare a creare le condizioni affinché iniziative economiche diverse, democratiche, eccellenti e motivate socialmente, radicate nel territorio, trovino opportunità per conoscersi e farsi conoscere, aiutare e farsi aiutare, innescare processi economici nuovi, coordinati e partecipati e diffonderli, nella convinzione che ciò potrà portare giovamento a tutti i soggetti coinvolti oltre che al contesto sociale ed ecologico in cui essi operano.”01

I distretti d’economia solidale DES sono progetti, iniziative, che vanno in questo senso

“Si caratterizzano per la vocazione a ridare senso e significato a processi di economia sul territorio organizzando rapporti stabili tra chi produce e chi consuma. Si rivolgono a tutti i settori dell’economia e hanno come obiettivo primario la creazione di spazi economici attenti al territorio, ai beni comuni, e quant’altro serva a favorire un benessere diffuso che, senza impostare logiche localistiche, sappia collocare il processo economico all’interno di un contesto attento al benessere dei territori e delle persone che lo abitano.”02

Questo tipo di progetti presuppongono che vi sia un sistema di commercio sostenibile, tale per cui la costituzione di una rete alimentare, locale e alternativa, sia capace d’acquisire rilevanza e peso sufficienti a influenzare efficacemente le politiche locali, regionali e nazionali.

Dunque instaurando una relazione tra GAS e varie realtà dell’economia solidale, come ad esempio il turismo responsabile, la finanza etica, il consumo equo e solidale, si pensa di riuscire a coinvolgere i sistemi istituzionali tanto da creare la concreta possibilità di uno sviluppo territoriale sostenibile ed economicamente responsabile.

L’argomento suscita grande interesse, infatti durante l’ultimo convegno dei GAS (tenutosi ad Osnago LC) è stata ribadita “la necessità di unire sempre più saldamente la pratica dei GAS con le nascenti esperienze di DES, a partire dall’attivazione di filiere solidali, virtuose sul piano sociale, ambientale e della sostenibilità economica. A questo proposito sono state presentante alcune delle numerose sperimentazioni già in atto in Italia, soprattutto in ambito agricolo e alimentare (filiere locali del pane e degli ortaggi, piccola distribuzione organizzata di prodotti freschi e trasformati), ma anche in settori più complessi quali il tessile (progetto “Made in No”) e l’energia (progetto CO- Energia)”

Dunque i DES mirano a sperimentare un tipo d’economia sostenibile coinvolgendo vari soggetti presenti sul territorio: le imprese dell’economia solidale e le loro associazioni; i consumatori e le loro associazioni; i risparmiatori,  i finanziatori delle iniziative dell’economia solidale e le loro associazioni o imprese; i lavoratori dell’economia solidale; le istituzioni (in particolare gli enti locali) che intendono favorire sul proprio territorio la nascita e lo sviluppo di esperienze di economia solidale.

In tale prospettiva il territorio dove ogni distretto opera si caratterizza per essere un nodo in una rete: un sottosistema aperto e collegato a dei luoghi con caratteristiche differenti, a differenti tessuti economici e sociali, a persone consapevoli della svolta necessaria per la creazione di uno sviluppo sostenibile.

01 fonte: “Carta per la rete italiana di economia solidale” www.retecosol.org

02 www.retecosol.org

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