E SE IL MERCATO INGLOBASSE LA CRITICA?

16 mar 2011, Posted by Pisutzu in cibo sostenibile, No Comments. Tagged , , ,

E SE IL MERCATO INGLOBASSE LA CRITICA?


Interrogandosi sull’efficacia dei consumi responsabili è interessante analizzare i rapporti di forza che esistono tra imprese e movimenti. Rispetto all’influenza che il consumo critico può esercitare in merito alle corporations o alle istituzioni fatte oggetto di campa­gne e mobilitazioni, le grandi imprese operanti sui mercati sono in grado di dispiega­re ingenti mezzi per resistere o contrastare le azioni di critica e boicottaggio. La quantità di risorse che il mercato è in grado di mo­bilitare (ad esempio per controllare e manipolare le informazioni) rende deboli le azioni dei consumatori e la loro reale capacità critica e d’opposizione.

Per i movimenti è infatti estremamente difficile imbastire campagne di comunicazione che siano in grado di diffondere le problematiche su cui si vuole portare l’attenzione, mentre le imprese hanno la possibilità di organizzare estese campagne pubblicitarie e dare grande risalto alle retoriche giustificative del loro operato. Come sostiene Rumbo (1) i pubblicitari «incorporano abitualmente l’opposizione contro-culturale colonizzando i sistemi che vei­colano la resistenza, trasformandoli in target di mercato e convertendoli in occasioni di consumo» .

Così una volta riassorbita e incanalata la critica nei circuiti di produzione il risultato è frequentemente quello della creazione di una nicchia di mercato che possa venire incontro i consumatori critici soddisfacendo le loro richieste ma mantenendo sostanzialmente immutate le linee di fondo dell’azienda, senza che le istanze etiche avanzate dai movimenti sociali siano effettivamente adottate nei comportamenti aziendali.(2)

Tali argomenti dimostrano un aspetto peculiare del capi­talismo, consistente nella capacità di inglobare le forme di dissenso, e di assorbire la critica che gli at­tori sociali e politici muovono verso alcuni suoi meccanismi. L’enorme capacità di adattamen­to del capitalismo sarebbe in grado di inglobare la critica e di utilizzarla ai fini di un suo ulteriore rafforzamento. Infatti, accanto alle tecniche e ai modi per realizzare profitto, il capitalismo sviluppa le giustificazioni morali per le sue condotte. Ed è così che la ricerca del profitto viene presentata come coerente con le esigenze di giustizia, rispettosa delle persone impiegate nei processi di produzione  e, più in generale, legata al “bene comune”.

Formulando alcune valutazioni si nota che gli sfavorevoli rapporti di forza che esistono tra imprese e movimenti sono certamente un aspetto rilevante che va considerato e guardato con attenzione.

Articolo di: Paolo Pasquali

__________________

1 J.D RUMBO- Consumer stance in a world of advertising clutter – in sociology and marketing , pag127 128

2 F. GESUALDI – Sobrietà- Feltrinelli,2005

vedi anche mentifermenti

Articolo di Paolo Pasquali

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